vendere è una cosa brutta?

Vendere è una cosa brutta?

Facendo  attività di network marketing già da qualche tempo ho riscontrato che una delle maggiori resistenze con le quali mi scontro è che in tanti pensano che “vendere è una cosa brutta“.

Diciamo la verità, sulla vendita intesa come attività professionale esistono ancora molti pregiudizi. Molte persone odiano vendere perchè hanno in mente un certo stereotipo del venditore: una persona tendenzialmente manipolativa, che ci fa pressione per farci acquistare qualcosa di cui non abbiamo bisogno. E’ un po’ il modello del rappresentante giovane che cerca di venderci un nuovo contratto di telefonia oppure il venditore aggressivo delle fiere con le sue dimostrazioni.

A volte molti Networker devono combattere contro questi stereotipi perché producono dei no preventivi da parte dei potenziali clienti.

Come mai vendere per alcune persone ha una così cattiva reputazione?

Per ribaltare questi stereotipi negativi partiamo da una definizione più allargata della VENDITA. Vendere significa stimolare il coinvolgimento intellettuale ed emotivo degli altri per fargli raggiungere un certo risultato attraverso l’azione.

Come vedi, da questa definizione si parte per una direzione diversa perché vendere coinvolge tutte le attività che hanno a che fare con il fornire stimoli all’azione. Vendita intesa come persuasione da questo punto di vista può comprendere anche il lavoro di grandi comunicatori come leader d’opinione e capi di stato.

Persuadere significa aiutare una persona a compiere un azione che ha dei risvolti positivi in termini di benessere! Certo, se pensiamo al venditore di contratti telefonici che non si stacca più di torno non stiamo parlando del vero venditore. Anzi quella è un’attività che fa male alla vendita.

Ciò che conta è se il venditore stia facendo vendita per un risultato che costituisce un valore per entrambe le parti in gioco. E’ questo che fa la differenza, che porta la vendita ad essere una cosa progressista, positiva, diretta ad un futuro migliore.

Al contrario, se togli la proposta di un valore o risultato positivo per entrambi, la vendita si trasforma in qualcosa di negativo.

Vendere è ossigeno per l’economia e se fatto nella maniera giusta ha un valore più che positivo per tutti. Un’azienda non può sopravvivere senza vendere, le economie libere sono fatte di questo.

Il fatto che esistano, manipolatori, truffatori e persone che utilizzano la vendita solo per scopi egoistici non significa che vendere di per sé sia un male, sono queste persone che realizzano attività negative, che poco ha a che fare con il vendere vero e proprio.

Quello che c’è da fare allora è fare questo mestiere in una maniera differente, per cambiare le percezioni che molte persone hanno della vendita.

La gente ama acquistare ma detesta essere sotto pressione. Bisogna allora trasformare, come venditori e marketer, l’esperienza dei potenziali acquirenti.

Se qualcuno ti informa e poi ti offre qualcosa che tu vuoi veramente, allora l’esperienza della vendita diventa quello che dovrebbe essere, qualcosa di piacevole per entrambe le parti in gioco.

Fornire informazioni di valore è uno dei metodi migliori per trasformare la vendita in qualcosa di formativo, qualunque sia il tuo settore, e per renderla più probabile. I migliori venditori forniscono informazioni preziose ai loro clienti e lasciano che si orientino liberamente nel mercato.

Oggi, attraverso internet, la funzione educativa della vendita è facilitata dalle grandi opportunità di produzione e condivisione di contenuti di qualità. Questo trasforma la vendita da qualcosa di negativo in qualcosa di progressivo. Dai al tuo cliente la possibilità di conoscere cose nuove, magari gli offri la possibilità di provare il prodotto e rendi la sua esperienza migliore.

Anche nella vendita “face to face” si può avere questo approccio positivo e formativo, bisogna puntare a creare un legame di fiducia con i clienti, ricordandosi che la vendita è una conseguenza di un rapporto nel quale si veicola valore.

Vendere chiaramente non è un male, le nostre economie non funzionerebbero se non ci fosse il mestiere della vendita. Non ci sarebbero le tante imprese, piccole e grandi, che producono beni e servizi, non ci sarebbero i lavoratori e gli stipendi di queste imprese. Non ci sarebbe la vasta gamma di possibilità di soddisfare in nostri bisogni liberamente nelle economie di mercato nelle quali viviamo.

Per convincere gli scettici di questa positività è necessario però fare vendite e marketing nel modo giusto.

 

 

 

 

 

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