Cosa è uno Schema Ponzi?

Così come definito da Wikipedia: “lo schema Ponzi  è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa“.

 

Devi sapere che il tuo percorso all’interno del network marketing ha alcuni ostacoli al suo interno ed è bene che tu li conosca.

Se stai già operando in questo settore o sei in procinto di farlo, devi saper distinguere cosa è network marketing (detto anche multilevel marketing) e cosa non lo è.

Prima di entrare in un’azienda che opera in questo settore, prima di affrontare le obiezioni più comuni tra le persone che incontrerai, è bene fare chiarezza tra ciò che è legale, il network marketing appunto, e cosa non lo è come schemi piramidali e altre truffe.

Quello che devi sapere da subito è che il network marketing è regolamentato da una legge italiana (L. 173/2005), dunque tutto quello che fai in questo campo è riconosciuto e distinto da altre pratiche illegali, che nulla hanno a che fare con questo campo di attività.

In questo articolo, voglio parlarti dello Schema Ponzi, una pratica truffaldina e perseguita dalla legge, che alcuni mettono in un unico calderone insieme al network marketing, creando così un danno di immagine a chi opera onestamente in quest’ultimo settore di attività.

Come ti dicevo, lo Schema Ponzi è un sistema, dichiarato illegale, per raccogliere grandi quantità di danaro, letteralmente truffando i malcapitati che ci cascano.

Consiste in un modello di vendita disonesto che attira persone investitrici, promettendo forti guadagni alle vittime, assicurandosi che queste reclutino nuovi “investitori”, anche loro raggirati alle stesso modo.

Questo sistema deve il suo nome a un immigrato italiano negli Stati Uniti che divenne famigerato perché utilizzò una simile truffa su larga scala. Charles Ponzi non fu il primo a inventare e usare questa tecnica di “investimento finanziario”, però ebbe molto successo e quindi la tecnica ha preso il suo nome. Con questo sistema disonesto coinvolse 40.000 persone e raccolse 15 milioni di dollari.

Ma come funziona questa tecnica di raggiro grave? Te lo spiego subito!
In pratica, la persona che organizza il furto di denaro (è bene chiamare le cose col proprio nome!), comincia a raccogliere delle somme di denaro, in genere abbastanza rilevanti, promettendo forti guadagni con un investimento a breve termine. Tutto ciò parlando di meccanismi finanziari molto complessi che non stanno ne in cielo ne in terra, magari celando competenze segrete.

In questa fase della truffa, quella iniziale, solo poche persone decideranno di affidare i loro soldi al gestore del business. Questo perché l’attività è ancora priva di casi di successo documentato, dunque solo in pochi si fideranno. Le prime persone attratte nello Schema Ponzi saranno regolarmente pagate, magari andando in perdita o più frequentemente utilizzando i soldi di altri investitori.

Questo esito positivo permette, in genere, una buona pubblicità al sistema che beneficerà del passa parola dei primi investitori e del loro impegno ancora maggiore. Via via aumenteranno gli investitori e al momento giusto il conduttore del gioco sparirà con la somma di denaro accumulata in un certo momento.

In tutti i casi il sistema collasserebbe da solo perché presto, con questi sistemi, si esaurisce la possibilità di trovare nuovi investitori e pagare i precedenti.

Riassumendo, lo Schema Ponzi deve il suo successo al fatto che consente a chi comincia la catena e ai primi investitori che hanno aderito di ottenere a breve termini un ritorno sostanzioso sugli investimenti. Richiede però un drenaggio continuo di soldi, in altre parole nuove vittime che paghino le loro quote.

Sia ben chiaro, i guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori. Non esiste nessuna attività produttiva o finanziaria che crei valore!
Il risultato è che la maggior parte di coloro che hanno avuto fiducia nel sistema perdono i loro soldi. Questi soldi servono solo a pagare i primi entrati nel sistema e che diffonderanno un feedback positivo, a scapito di chi entrerà dopo.

Molto spesso la larga diffusione del sistema rende la truffa palese e ciò provoca l’intervento delle autorità quando queste ultime si accorgono di cosa sta succedendo.

Dunque in questi sistemi non c’è nessuna scambio di beni che crea valore, nessun investimento finanziario solo raccolta di soldi a beneficio di pochi. Il rischio è maggiore all’aumento degli iscritti per i quali non ci sarà nessun ritorno di soldi.

Questo sistema in Italia e in molti altri paese è riconosciuto come truffa ed è un reato perseguibile per legge. Di tanto in tanto qualcuno lo adopera con varianti diverse per fare il proprio bottino, è successo su larga scala negli Stati Uniti in anni recenti.

Il network marketing invece non centra niente con tutto ciò. E’ un sistema di distribuzione diretta di beni o servizi, in cui il guadagno predominante proviene solo in seguito alla vendita di prodotti e servizi di qualità. Nessun meccanismo finanziario oscuro e nessuna zona d’ombra in termini di eticità.

 

Come si distingue un network serio da uno schema Ponzi ?

Quando valuti un business e una proposta di network marketing leggi attentamente il piano marketing che ti propone l’azienda, studialo attentamente e poniti sempre questa semplice domanda :

“Come si guadagna? Da dove vengono i soldi che guadagnerò? Dalle sponsorizzazioni o dalle vendite?”: Se si guadagna molto dal reclutamento di altre persone e poco dalla vendita del prodotto stai pur certo che si tratta di uno schema ponzi. Chi entra oggi pagaper far guadagnare chi è entrato ieri.  Se si guadagna di più dalla vendita e meno dal reclutamento allora si tratta di una proposta seria !

 

 

Esempi di Schema Ponzi ai nostri giorni

Pensi che questo tipo di truffe siano poco diffuse ? Posso dirti che lo shema ponzi è più diffuso di quanto non si immagini, nonstante sia una pratica vietata in tutto il mondo.

Pensare di sentirTi al sicuro sostenendo “se fosse una truffa l’avrebbero già vietata” è un grave errore! e ti dimostro subito perché

Il Caso Murdoff del 2008

Schema ponzi della truffa di Murdoff

 

L’11 dicembre 2008 gli agenti federali arrstano la Bernie Madoff Fondatore e proprietario della società di brokeraggio finanziario Bernard Madoff con l’accusa di truffa (grazie alle preunte indicazioni dei figli, Andrew e Mark, a cui secondo le testimonianze la sera prima il finanziere aveva rivelato che la parte di gestione patrimoniale della sua società era una gigantesca truffa).

Bernie Madoff ex bagnino di Lond Island,  divenuto negli anni finanche presidente del Nasdaq, si lanciò nell’attività di brokeraggio finanziario nel 1960, fondando la Bernard Madoff Investment Securities, società che spaziava dall’attività di negoziazione titoli fino allo sviluppo di piattaforme elettroniche di trading per azioni e derivati.

La truffa è durata per oltre 20 anni ! Come vedi l’argomentazione “se fosse uno schema ponzi l’avrebbero già vietata” è un’argomentazione debole di chi vuole nascondere la testa sotto la sabbia.

Il meccanismo messo in piedi da Madoff, era semplicissimo : i soldi versati da chi entrava per ultimo nel suo “prestigioso” fondo d’investimento (Il fondo era considerato MOLTO esclusivo e i ricchi della west coast letteralmente impazzivano pur di riuscire ad accedervi), che aveva attratto anche esponenti della comunità ebraica a riposo ai quali garantiva un rendimento annuale fisso del 10%, servivano per liquidare i primi che chiedevano di uscire.

Come vedi si trattava di un’applicazione dello schema Ponzi, perpetuata per oltre 20 anni.

Non pensare che siano rimaste vittime solo i piccoli risparmiatori. Ivestitori istituzionali di primaria importanza sono state truffate da Mardoff . In Italia tra i truffati di spicco figurano l’Unicredit, con un’esposizione diretta di 75 milioni e una indiretta di 805 milioni attraverso la Pioneer Alternative Investment Managment (specializzata nei fondi hedge), il Banco popolare (con 8 milioni di esposizione diretta e 60 milioni sui fondi distribuiti dal gruppo), Ubi Banca (che ha accusato perdite per 60 milioni) e Mediobanca (la cui esposizione si aggira intorno ai 670.000 dollari). Alle banche si aggiungono inoltre i fondi hedge e gli investitori privati.

29 giugno 2009 quando il tribunale del distretto federale di Manhattan ha inflitto all’ex presidente del Nasdaq una pena di 150 anni e intanto chi diceva “se fosse uno schema ponzi l’avrebbero già vietata” è rimasto truffato!

Per approfondire il caso Murdoff leggi questo articolo pubblicato da borsaitaliana.it

 

Il sistema Pensionistico Italiano

Il sistema pensionistico italiano è un altro imponente esempio di schema ponzi. Se consideriamo il sistema pensionstico come un qualcosa di “contributivo” tutto il sistema dell’INPS è una grande truffa che segue lo schema ponzi. Questa affermazionepotrebbe sembrarti un po’ forte e ti farà pensare che sono un anarchico. Ebbene si sono io sono un anarchico ma questa affermazione non è mia ma di primari economisti e osservatori internazionali quali il Financial Times. Ti basterà fare una ricerca su google con qeste parole chiave “welfare ponzi scheme” oppure “inps schema ponzi” per trovare migliaia di risultati di articoli autorevoli che accostano il sistema pensionistico gestito dall’Inps a uno schema Ponzi.

inps grande schema ponzi

Che cosa hanno in comune l’Inps e lo Schema Ponzi ? Chi oggi va in pensione (le persone anziane) prende un assegno mensile, pagato finanziariamente da chi oggi lavora (giovane). I contributi di quest’ultimo (giovane), infatti, vengono utilizzati per liquidare la pensione periodica a coloro che stanno a riposo (anziani).  Non c’è nessuna azzumulazione, nessun investimento.

Funziona più o meno così il patto intergenerazionale che dovrebbe legare i giovani agli anziani. Io mi prendo cura di te e qualcun altro (i giovani di domani) si prenderanno cura di me. Una sorta di compromesso che ha funzionato, e pure bene, per anni.

La cosa che nessuno ti dice è che questo patto si riusciva a sostenere in base a un fatto …. Gli anni passati sono stati anni di crescita demografica e di sviluppo economico che hanno creato milioni di pensionati che percepivano assegni (pubblica/statale) in continua cresita … le persone anno dopo anno prendevano sempre più soldi lavorando sempre meno. In Italia per prendere una pensione era necessaro lavorare 20 anni e in alcuni casi si riusciva ad andare in pensione anche con meno di 15 anni di contributi. Una panacea capace di viaggiare a senso unico, senza rischi di arretramento.

Cosa succede quando la dinamica demografica si inverte e ci sono sempre meno giovani ? Il sistema Crolla come un immenso castello di carte. Nasce  un problema di sostenibilità, che vuole dire che il sistema non ha più la capacità di garantire quelle prestazioni che sono state promesse negli anni.

Chi oggi va in pensione  ha lavorato e versato Contributi sulla base di una promessa di ricevere, a tempo debito, una certa pensione e  adesso,  pretende che gli sia pagata senza sconto alcuno. E cosa succede se la cassa del sistema non riesce a pagare quella pensione tutti i mesi regolarmente? Il problema non riguarda il pensionato ma ricade sulle spalle  di coloro i quali devono procurare i soldi per pagare la pensione: cioè i giovani, che sono anche gli ultimi arrivati e che si ritrovano a pagare sempre di più per avere sempre di meno, rischiando di non prendere proprio nulla.

Non voglio fare allarmismo e terrorismo psicologico dico che, come molti osservatori internazionali sostengono, c’è il grosso rischio che l’INPS farà la fine dell’INPDAP fallendo. L’INPDAP è saltata perchè nella pubblica amministrazione ci sono 100.000 dipendenti in meno a pagare i contributi, per i pensionati del pubblico impiego.
Il motivo? E’ semplice l’INPS non investe i soldi che riceve e non gestisce alcuna attività econmica. Si limita solo a “Girare i soldi” prendendoli dai giovani e dandoli agli anziani ed oggi NON CI SONO PIU’ I FIGLI CHE PAGANO PER I PADRI (ed i NONNI si sono presi TUTTO). 1.25 bambini per donna, significa dimezzare la popolazione in una generazione e ridurla del 75% in 2 generazioni. Solo l’intervento Statale e il ricorso a misure davvero straordinarie potrà salvare il sistema.

Come vedi anche in questo caso  l’argomentazione “se fosse uno schema ponzi l’avrebbero già vietata” è un’argomentazione debole di chi vive nel pianeta delle favole.

 

Conclusioni

 

Riassumendo, lo Schema Ponzi deve il suo successo al fatto che consente a chi comincia la catena e ai primi investitori che hanno aderito di ottenere a breve termini un ritorno sostanzioso sugli investimenti. Richiede però un drenaggio continuo di soldi, in altre parole nuove vittime che paghino le loro quote.

Affidarsi alla sola tutela offerta da parte delle autorità e pensare  “se fosse uno schema ponzi l’avrebbero già vietata” è un’argomentazione debole e non ti protegge dal perdere i tuoi soldi e dal rimanere truffato. Gli schemi ponzi si camuffano molto bene e addirittura le AUTORITA’ statali e Pubbliche creano immensi schemi Ponzi senza rendersene conto, nei quali fanno cadere i propri cittadini!

Il miglior sistema per tutelarsi da uno schema Ponzi è quello di valutare sempre i “Numeri” e fare delle proiezioni NUMERICHE (calcoli) che verificano la sostenibilità di lungo periodo.

Il network marketing invece non centra niente con tutto ciò. E’ un sistema di distribuzione diretta di beni o servizi, in cui il guadagno predominante proviene solo in seguito alla vendita di prodotti e servizi di qualità. Nessun meccanismo finanziario oscuro e nessuna zona d’ombra in termini di eticità.

Come si distingue un network serio da uno schema Ponzi ?

Quando valuti un buniness di network marketing poniti sempre questa domanda :

“Come è strutturato il sistema di guadagno?”: Se si guadagna molto dal reclutamento di altre persone e poco dalla vendita del prodotto stai pur certo che si tratta di uno schema ponzi. Se si guadagna di più dalla vendita e meno dal reclutamento allora si tratta di una proposta seria !

 

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17 Comments

  • Josè

    Reply Reply 30 dicembre 2014

    Grazie Luciano,
    sei una luce nel difficile mondo del Network Marketing!
    Sei come un faro, un punto di riferimento… continua così!

    • lucianocassese

      Reply Reply 31 dicembre 2014

      Grazie a te Josè per il “faro” e per l’icoraggiamento 😉 Buon 2015

  • Paola Sarasso

    Reply Reply 30 dicembre 2014

    Grazie Luciano delle chiare informazioni! Cordiali saluti e – gia’ che ci sono – Buon 2015 senza truffe, ma un po’ piu’ “ricco”…. in tutti i sensi! Auguri a tutti quelli che mi leggono!!!! Paola

    • lucianocassese

      Reply Reply 31 dicembre 2014

      Buon Anno anche a te Paola ti auguro un 2015 prospero e ricco di soddisfazioni

  • massimo pizzo

    Reply Reply 31 dicembre 2014

    Grazie Luciano, un articolo fondamentale per capire cosa sia il network marketing e cosa non lo è. Anche io avevo dei dubbi in proposito e il tuo articolo fuga ogni dubbio.

  • Gianpaolo Bocci

    Reply Reply 31 dicembre 2014

    Ciao Luciano,
    vorrei fare una considerazione sullo ‘Schema Ponzi’.
    Tu hai molto ben presentato tale schema nel tuo articolo, utilizzando come esempio il sistema pensionistico.
    A mio avviso, e su questo avrei piacere di confrontarmi con te, c’è una variante molto più ‘subdola’ del detto schema, una sorta di ‘Ponzi Plus’.
    E’ quello schema presente nelle varie lotterie e giochi legalizzati.
    Mi spiego meglio: prendiamo ad esempio il ‘gratta e vinci’; questo è finanziato dai giocatori (investitori) e solo per pochissimi di loro ci sono vincite sostanziose (guadagni con conseguente pubblicità), l’unico che guadagna sempre è lo Stato (Ponzi). La trappola che lo rende un ‘Ponzi Plus’, sta nelle vincite più piccole, che creano la pubblicità necessaria affinché i giocatori continuino ad ‘investire’ e anche ad attirare ulteriori ‘investitori’.
    Cosa ne pensi?
    Ti auguro un buon anno nuovo.

    • lucianocassese

      Reply Reply 2 gennaio 2015

      Giampaolo hai introdotto un tema ENORME anche se è un po fuori tema OFF TOPIC!
      La tua osservazione ci fa divagare un po’ proponendoci un nuovo punto di vista !

      Il Gioco legalizzato è un modo per fare in modo iniquo tanti soldi come dici tu ! e il Banco (Lo Stato) Vinvce sempre.
      Il gioco legalizzato segue uno schema matematico differente dallo schema Ponzi ed è uno schema statistico molto conosciuto chiamato anche con il nome del “TEOREMA DELLA ROVINA DEL GIOCATORE”. Su internet si possono trovare tantissimi aticoli a riguardo.
      La spiegazione veloce è più o meno questa :

      Un gioco è EQUO quando intervengono 2 fattori :
      1. I giocatori hanno tutti la stessa probabilità di vincita : Es. testa / croce
      2. I giogatori vincono tutto il piatto e il banco non trattiene niente per se.

      Se ad es. Giochiamo 1 euro a Testa/croce chi indovina vince 2 euro (tutto il piatto). Il gioco in questo caso è equo. Ma i giochi LEGALIZZATI non sono mai equi: chi li organizza deve pur avere il suo guadagno (del resto ci lavora ed è anche giusto retribure il lavoro). Ad esempio uno dei più equi è la roulette; il banco si tiene una commissione che si aggira tra il 2 e il 3%. I giocatori puntano in tutto 1.000 euro e possono vincere al massimo 970,00 euro.Nel caso del lotto (gioco molto iniquo organizzato dallo STATO) l’“iniquità” in funzione delle combinazioni. Vediamo per ogni euro giocati Il banco ne restituisce per un ambo con 2 numeri = 0,628; per una cinquina con 5 numeri = 0,023.

      Ad ogni modo se vuoi approfondire il tema cerca su google “teorema della rovina del giocatore” troverai una vasta letteratura a riguardo .
      Ciao e grazie per il commento

  • Ettore

    Reply Reply 1 gennaio 2015

    Ottimo articolo Luciano. Molto chiaro e che finalmente chiarisce la differenza tra la classica catena di Sant’Antonio e chi vuole creare delle rendite con il proprio lavoro.

    • lucianocassese

      Reply Reply 2 gennaio 2015

      Ciao Ettore Grazie per questo commento

  • Matteo Montedoro

    Reply Reply 6 gennaio 2015

    Facciamo un po’ di chiarezza.
    -Il sistema previsto per l’Inps ha origini legali. Non è così per i casi tipo il sistema Ponzi.
    -Il sistema Inps è trasparente e i cittadini possono sapere che i loro contributi servono a pagare le pensioni a chi ha lavorato in passato e chi lavorerà in futuro verserà i contributi per la propria pensione. Diversamente, dallo schema Ponzi, nella maggior parte dei casi i soggetti coinvolti non sanno del meccanismo perverso in cui si sono fatti coinvolgere.
    -Lo schema Ponzi promette grandi guadagni nel breve periodo. Non è così per il sistema Inps.
    -Il sistema Inps, nella sua obbligatorietà per i lavoratori, è nato con la garanzia di uno Stato sovrano. Non esiste alcun caso che garanzie governative siano state accordate ad operazioni come lo schema Ponzi.
    -Gli squilibri del sistema Inps generati da corruzioni ed evasioni, da attribuzioni di finalità non propriamente pensionistici ma tipicamente assistenziali, dal perpetuare lungamente modalità “Retributive” e non “Contributive”, non costituiscono prove a favore di chi ritiene il sistema assimilabile ad uno schema Ponzi.
    -Se l’Inps fosse nato come fondo pensione, lo Stato sociale avrebbe, comunque, dovuto intervenire a favore di tanti che al termine della loro vita lavorativa non avevano acquisito alcun diritto pensionistico con conseguenze sulla fiscalità generale del Paese.
    La “mala-politica” che ha affossato l’Inps, fa circolare soluzioni che peserebbero gravemente sui contribuenti e sui risparmiatori e che, scelleratamente vengono fatte proprie da numerosi studiosi e opinionisti.
    Nelle finalità, consistenti nel depredare i cittadini, queste soluzioni, certamente, si potrebbero assimilare alle finalità dello schema Ponzi.

    • lucianocassese

      Reply Reply 7 gennaio 2015

      Matteo Innanzitutto grazie per il tuo commento che mi consente di arricchire di valore l’articolo e di fare ulteriori precisazioni.
      Sono molto contento che tu abbia posto la questione da un punto di vista del Diritto.

      Premetto che anche io penso che un sistema di solidarietà tra generazioni debba esserci e uno Stato Sociale funzionante sia la chiave contemporanea della convivenza civile. Non volgo sostenere il contrario.

      L’articolo si concentra solo sugli aspetti puramente aritmetici delle serie Ponzi e l’Inps da questo punto di vista è molto simile a una serie Ponzi.
      Forse in questo sono stato superficiale e per questo sono contento che tu mi abbia dato l’input per parlare anche di qualcosa che avevo tralasciato.

      Il mio obiettivo non era di parlare dell’INPS ma delle Serie Ponzi e di dimostrare come sia semplice incapparvici.

      Come dici tu il sistema previsto per l’Inps ha origini legali (cioè nasce da una Legge dello Stato) ed è un sistema trasparente nel senso che chi versa sa già già in partenza che quei soldi serviranno a pagare le pensioni di chi è già in pensione in base ad un vincolo di solidarietà tra generazioni.

      Tanti anni fa quando ero ancora un giovane e romantico studente di scienze politiche il mio professore di Diritto costituzionale ci disse: “non è detto che una Legge in quanto emanazione della Sovranità sia anche Equa o Giusta. Giustizia, Equità e Legalità sono concetti del tutto indipendenti”. La storia del resto supporta con una grande raccolta di esempi questa tesi. Sono numerosissime le Leggi che si sono dimostrate Inique e che hanno maldestramente accentuato gli squilibri che cercavano di sanare!

      Oggi i sistema dell’INPS non ha nulla di “Previdenziale” e non ha nulla di EQUO anzi è un sistema Iniquo.

      Senza soffermarmi sul fatto che il nostro welfare è un welfare a carattere corporativo (e non universalistico) e sulle differenti riforme che ha vissuto il sistema negli anni, dico che è un dato oggettivo ed è sotto gli occhi di tutti il fatto che chi è andato in pensione fino a qualche anno fa (gli anziani di oggi) ha versato poco, se non pochissimo per ricevere tanto e per tanto tempo.

      Fino a qualche tempo fa, in alcuni settori produttivi, bastavano anche meno di 15 anni di lavoro per maturare il diritto ad una pensione calcolata con un principio “RETRIBUTIVO”. Su Wikipedia si può leggere una analisi corretta sul fenomeno delle BabyPensioni a questo indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Baby_pensioni scoprendo che ci sono casi di persone che hanno maturato il diritto alla pensione a 28 anni e solo dopo 11 mesi.

      A questo si potrebbe rispondere che il fenomeno delle Baby Pensioni è stato voluto da una classe politica debole in risposta a un momento storico politico difficile (gli anni del terrorismo e disordini sociali con motivazioni politico-ideologiche).

      Ma anche volendo far finta che le “baby pensioni” non esistano la sostanza cambia poco. Il sistema di CALCOLO dell’INPS per lunghissimi anni si è basato su un errore: La crescita demografica continua. Fatto che non si è verificato. Il sistema oggi non funziona più perché dagli anni 80 in poi gli italiani hanno cominciato a fare sempre meno figli. Oggi non ci sono più i giovani che possono pagare la pensione ai vecchi. Questa è una Verità oggettiva.

      Detto questo aggiungerei anche che chi oggi paga i “Contributi previdenziali” non sa bene se prenderà mai una pensione e quanto prenderà!
      Quello che ogni lavoratore paga come “contributo Previdenziale” dovrebbe essere Rinominato in TASSA (o più corretto sarebbe Imposta), in quanto non ha nulla di “previdenziale” e non rappresenta neppure lontanamente un accantonamento. Sarebbe “Previdenziale” se l’Istituto investisse in qualche modo i nostri soldi e al momento opportuno ci restituisse quello che abbiamo versato.

      Allo stato attuale delle cose è più corretto dire che si tratta di una vera e propria IMPOSTA per il Welfare.

      Come ho scritto nell’articolo il sistema dell’INPS può reggersi solo grazie all’intervento Legale cioè (e qui divento specifico) se si considerano i Contributi non come accantonamenti ma solo come un IMPOSTA da pagare (“paghi e stai zitto senza pretendere nulla”).

      La sostanza comunque non cambia. La verità è che la mia generazione (io oggi ho 40 anni) pagherà tantissimo per non ottenere nulla (o poco più di nulla) mentre chi è venuto prima ha preso tantissimoo e ha pagato poco più di nulla.

      Ecco perché ad oggi il sistema pensionistico è una vera e propria Serie Ponzi.

      Un’ultima considerazione : queste argomentazioni non sono mie, io non mi sono inventato nulla! Digitando “welfare ponzi scheme” su Google si possono travare migliaia di articoli che associano il nostro sistema pensionistico ad una serie Ponzi e tra i tanti ci sono anche fonti molto autorevoli.

      Di nuovo grazie per il tuo Spunto/Commento

  • Roberto Cossu

    Reply Reply 7 gennaio 2015

    Ciao Luciano,
    ho letto con interesse il tuo articolo e riconosco di aver trovato numerosi spunti di riflessione.
    Non condivido l’accostamento dell’INPS con lo schema Ponzi ma questo è già stato detto e tu hai fornito ulteriori chiarimenti.
    Nell’articolo è stato posto l’accento sulla creazione del valore, specificando la sostanziale differenza tra uno schema Ponzi ed un Network che produce. A mio avviso la difficoltà sta proprio nel definire il concetto di produzione e capire perché un’attività produttiva è più remunerativa di un’altra.
    E’ probabile che tanti Network abbiano al loro interno un minimo di produzione ma spesso la remunerazione è garantita a chi arriva per primo. In sostanza, anche se tanti sistemi non sono degli schemi Ponzi (puri) gran parte dei Network basano i loro guadagni su l’affiliazione di nuovi soggetti. Nel sistema Ponzi questo viene esasperato perché tutta la macchina è orientata solo al coinvolgimento di nuovi soggetti.
    Sarebbe interessante, approfondire ulteriormente il concetto di produzione e di creazione del valore all’interno di un Network e questo, prescindendo dagli aspetti normativi, aiuterebbe ad eliminare dal mercato i disonesti.

    • lucianocassese

      Reply Reply 7 gennaio 2015

      Ciao Roberto
      innanzitutto grazie per questo commento che mi offe l’opportunità approfondire il discorso sulla creazione del valore.
      Come hai giustamente notato non è semplice definire “il concetto di produzione di valore”.
      Per rispondere alla tua domanda posso dire che è opportuno rifarsi alla Legge 173 del 2005 che ti ricordo essere una delle migliori, agli orientamenti dell’antitrust (per quel che riguarda i comportamenti poco corretti) e al buon senso!

      Un network Marketing (o multilevel) serio non è null’altro che un sistema di “incentivi su provvigioni commerciali” . La prima domanda da porsi quando si valuta una proposta di una azienda che fa network marketing è : “Esiste un mercato per il prodotto commercializzato?” In altre parole “il prodotto si vende indipendentemente dalle sponsorizzazioni?
      Va da se che se un prodotto si riesce a vendere solo tramite il meccanismo della sponsorizzazione “compra il kit così entri nel business” siamo di fronte a una attività che facilmente potrebbe diventare una serie Ponzi dove solo chi è entrato per primo nel business riesce a guadagnare a discapito degli altri!
      Diversamente se il prodotto ha mercato e si vende indipendentemente dalle sponsorizzazioni (con qualunque sistema: eCommerce, riunioni in casa, dimostrazioni alle fiere, eventi dal vivo o quant’altro) allora si è in presenza di un business più solido, reale.

      Secondo elemento da valutare, secondo il mio parere, è capire quanto vale una sponsorizzazione (reclutamento) rispetto ad una vendita di pari importo.

      Mi spiego meglio : Ipotizziamo che l’azienda che io e te stiamo valutando ci propone un sistema di reclutamento in cui il pacchetto di ingresso si aggira intorno alle 500 euro di prodotti.
      Adesso ognuno di noi due, nel momento in cui parliamo con un potenziale cliente, si troverebbe di fronte ad una scelta: Farlo diventare semplice cliente (vendendogli 500 euro di roba che potrebbe essere utile al cliente) o sponsorizzarlo e farlo diventare un distributore (Vendendogli 500 euro di roba che non avrebbe comprato vendendogli un kit di ingresso).

      Lasciando l’importo della spesa invariato (500 euro) Quale delle due scelte mi produrrà la provvigione più alta ? Iscrivere la persona che ho di fronte come cliente o sponsorizzarlo e farlo entrare in struttura?

      Se l’azienda spinge per la sponsorizzazioni riconoscendo una provvigione più alta alla sponsorizzazione rischia di creare una serie Ponzi dove tanti incaricati vanno a vendere prodotti che i clienti non utilizzeranno!

      Le aziende SERIE (e io ne conosco alcune) riconoscono provvigioni Molto più basse per la sponsorizzazione, disincentivando la pratica della sponsorizzazione selvaggia e della Vendita dei KIT di ingresso.

      Mi auguro di essere stato chiaro e di aver fornito qualche elemento ulteriore di valutazione.

  • Matteo Montedoro

    Reply Reply 7 gennaio 2015

    Luciano, mi sono permesso di fare alcune osservazioni sull’articolo perché ho ritenuto utile sottolineare alcune distinzioni fondamentali riguardanti:
    -Le origini legali;
    -La trasparenza o, comunque, conoscenza del meccanismo;
    -La liceità (nello schema Ponzi, diversamente dal sistema Inps, pochi approfittano del denaro di tanti);
    -Le finalità (solidarietà intergenerazionale contro profitto personale a discapito degli altri).
    Quanto alla questione aritmetica, se da un lato dobbiamo fare i conti con la riduzione delle nascite e l’allungamento delle aspettative di vita, non si può dimenticare i processi demografici scaturenti da flussi di migrazione, le dinamiche di sviluppo economico ed occupazionale, l’incremento della produttività e del reddito pro capite, l’allungamento della vita professionale, i calcoli secondo il metodo contributivo e così via.
    La funzionalità di un sistema previdenziale simile a quello istituito con l’Inps dovrebbe essere misurata con modelli che tengono conto delle variabili sopra sintetizzati.
    Invece, ben altre variabili influiscono sul sistema:
    -Il carico di funzioni assistenziali (che, invece, correttamente dovrebbero pesare sulla fiscalità generale);
    -le attribuzioni conseguenti a scelte di politica industriale (le decontribuzioni, i prepensionamenti);
    -le esigenze di “consenso elettorale” e le depravazioni politiche che chiamiamo baby pensioni, falsi invalidi, mancanza di controlli con conseguenti evasioni sistematiche.

    Il fatto che le originali funzioni previdenziali dell’Inps siano state deviate, non ci consente, a mio parere, di esprimere giudizi appropriati. In negativo o in positivo.
    È come giudicare un’autovettura, non guardandola all’uscita della casa costruttrice ma dopo un rovinoso incidente, allorchè funziona a due cilindri e mezzo, senza sportelli e parabrezza e con le ruote storte.
    Il fatto che tanti, anche autorevoli pensatori, sulla rete assimilano l’Inps ad uno schema Ponzi, francamente (ti chiedo scusa per il mio modo di esprimermi), non riesce a convincermi che si debba fare a meno di esaminare obiettivamente i fatti, usando, quanto più è possibile, discernimento tra ciò che sembra e ciò che dovrebbe essere.
    Altrimenti daremo credito a chi, avendo deturpato il sistema, vuole convincerci della fallacità dello stesso.
    È stato un piacere per me scambiare osservazioni, in merito, con te.

    • lucianocassese

      Reply Reply 7 gennaio 2015

      é stato un vero piacere anche per me

  • Stefano Bosello

    Reply Reply 13 gennaio 2015

    ” CONLIGUS ” ( fondata dai f.lli Steinkeller + altri 2 soci ) é un chiaro esempio di sistema PONZI !

    • lucianocassese

      Reply Reply 14 gennaio 2015

      Ciao Stefano
      Grazie per il commento .
      L’affermazione che hai fatto è molto forte !
      Puoi argomentare questa affermazione con una serie di dati e fonti ?
      altrimenti non potrò ospitare il commento per troppo tempo sul sito
      per evitare una eventuale querela 😉

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